Il dottore Vincenzo Provenzano, sessantaquattro anni, è il nuovo primariodell’Unità Complessa di Medicina dell’Ospedale Madonna SS. dell’Alto.
Da ieri ha preso il posto dell’infaticabile Carlo Cottone che ha diretto, con la qualifica di “facente funzione”, l’unica U.O.C. del nosocomio petralese.
Cottone ha interpretato il ruolo conferitogli con grande professionalità ed impegno, pur dovendo fare i conti con un’atavica carenza di personale, gestendo sia il reparto di Medicina che il Pronto Soccorso, oltre che gli ambulatori annessi al reparto.

Senza temere alcuna smentita, è possibile affermare che il lavoro costante compiuto da Carlo Cottone a favore della comunità madonita sia da apprezzare oggettivamente: basti pensare dalle otto del mattino si intratteneva in ospedale, una sorta di routine fin oltre le 20:00 cercando di garantire, con gli strumenti a disposizione, i servizi che l’UOC ha da sempre reso agli utenti del distretto sanitario delle Alte Madonie e non solo.

Sapeva che prima o poi sarebbe arrivato il momento di lasciare, per motivi legati alla necessità dell’Azienda Sanitaria di Palermo di nominare un primario in possesso dei titoli, nel pieno rispetto della legittimità degli atti. Le condizioni si sarebbero create in questi giorni.

Proprio nelle ultime  settimane, infatti,  la direzione dell’ASP ha proceduto a una sorta di turnover dei responsabili delle Unità Operative degli ospedali in capo all’Azienda.

Provenzano dirige l’Unità Complessa di Diabetologia del “Civico” di Partinico ed è specialista in diabetologia: il suo nome è un’eccellenza in Sicilia e un’autorità a livello nazionale nel complesso settore afferente questa patologia che in Italia ha colpito – secondo l’Istat – 3,27 milioni di persone, pari al 5,4 % della popolazione, e i dati sono in crescita. Circa 100.000 in Sicilia, che hanno il diabete mellito, ma non lo sanno.

Il curriculum del professionista scelto dal Commissario dell’Asp Antonio Candela e dal Direttore sanitario Salvatore Russo annovera anche il merito di avere impiantato un “pancreas artificiale” ad un paziente sessantenne colpito da diabete mellito, insulinodipendente.

Una prodezza avvenuta nel giugno del 2016, la prima in Italia, ed effettuata con un team di esperti venuti dalla Germania. In estrema sintesi, hanno impiantato nell’addome del diabetico un dispositivo, con una funzionalità simile a quella del pancreas, per permettere una regolare produzione di insulina.

Sia la scelta di Cottone, avvenuta il 14 aprile 2015, che quella di Provenzano, nel tardo pomeriggio di ieri, confermano la linea di Candela e Russo, per la parte sanitaria, volta a dare risalto ad un Presidio considerato un peso dalla politica.

Il nuovo primario,  che si insedierà sabato 3 novembre, ha già convocato il personale in servizio presso l’UOC per le 10:00; sarà accompagnato dal Direttore sanitario dell’Azienda.

Potrà contare  sull’aiuto del personale proveniente da altri reparti, considerata la carenza di medici, anche alla luce di una recente indicazione impartita  dalla Direzione generale al direttore sanitario del Presidio petralese, Gianfranco Licciardi.

Quest’ultimo dovrà interpellare tutti i colleghi del “dell’Alto” al fine di “valutare possibili sinergie interne al Presidio ospedaliero” e dare così “compimento ed attuazione agli adempimenti necessari per superare le criticità”.

Un ringraziamento, doveroso, da parte di tutta la redazione, è rivolto all’amico Carlo Cottone: abbiamo contezza di quanto e come si sia speso per il “Madonna SS dell’Alto”.

Al professore Provenzano chiediamo di portare a Petralia, cosa che siamo certi non mancherà di fare, la sua autorevolezza e professionalità: due qualità che sono le basi per rendere il “dell’Alto” un’eccellenza in qualche branca della medicina interna.
Come ha fatto con il “Civico” di Partinico, divenuto negli anni, tra l’altro, punto di riferimento regionale per i pazienti affetti da diabete.
Ad maiora, semper!